COSA CI FACCIO QUI

Esattamente, non so da dove partire. Posso solo dire che ho bisogno di un posto dove raggruppare tutte le idee che mi passano per la testa. Non so se avete presente quando avete talmente tante cose da fare, ma spesso arrivate a fine giornata e vi accorgete che in realtà ne avrete fatta forse mezza, di tutte quelle cose che avevate in mente. E la cosa buffa, o assurda che a dir si voglia, è che poi finalmente ti stendi sul divano, tiri un sospiro di sollievo e…. “Aspetta….cos’è che dovevo fare oggi?” – PUFF!! Tutto svanito nel nulla. Ma nel nulla davvero, perchè poi ci pensi un attimo a cercare di capire cosa effettivamente volevi o dovevi fare, ma non ti viene mica in mente!!

Così si finisce che alle 4:00 o alle 5:00 di mattina, mentre stai dando da mangiare alla più piccola di casa, il cervello invece che rimanere in modalità stand-by per poi tornare a dormire nel letto, decide che è ora di mettersi in modalità ON. Ed è lì che è dura fargli capire che in realtà si potrebbero dormire altre 3 o 4 ore buone buone.

Perciò eccomi qui. Ho deciso che almeno voglio dormire quel che potrei dormire.

Dall’inizio di questa quarantena, tutto il tempo a stare qui in casa a fare “nulla” (e ‘nulla’ lo metto tra virgolette, poi ne capirete il motivo), mi è sembrato tempo perso e buttato nel cesso! Stavamo iniziando a fare qualche preparativo per il matrimonio, come ad esempio iniziare a scrivere la lista degli invitati, per poi fare le partecipazioni (rigorosamente fatte-a-mano), quindi iniziare a pensare e costruire le bomboniere. Per non parlare del tema, dei colori, dei centro-tavola e via dicendo… Tutto bloccato! Abbiamo un garage che esplode di scatoloni e quindi è da sistemare perchè tra un pò, nemmeno le bici ci stanno più lì dentro… Fermo anche quello!

Tutto congelato dal 21 di febbraio, esattamente l’ultimo giorno che sono state aperte le scuole qui da noi.

Sono la bellezza di 65 giorni che non faccio altro che: aggiornare costantemente l’app del registro elettronico di classe, coordinatamente con la casella di posta elettronica, per scaricare i compiti -comprese le pagine dei libri che sono tutt’ora, rigorosamente, custoditi a scuola– girarli alla chat di classe (non mi faccio mancare nulla, sono vice-sceriffo… ehm.. rappresentante di una classe di prima elementare) e stamparli. Cercare di capire quale compito è meglio iniziare prima o dopo, ma soprattutto smistare le schede per proporle ai bambini un pò per volta. Sbraitare dietro ai gemelli per farli lavare, vestire e metterli seduti ad eseguire i suddetti esercizi. Ma loro si sentono in vacanza, non hanno un cavolo di voglia di stare lì seduti a leggere, scrivere e far di conto, men che meno di colorare. Quindi tra un “Mamma qui cosa devo fare?” – “Uffa io non ho capito!!” – “Ma qui che parola ci va?” – “Questo lo devo fare verde o rosso? Qua non lo dice..” Esticazz…. ti verrebbe da rispondere! E in realtà lo dici, anzi lo urli! Tutto ciò mentre nel frattempo sto scrivendo col VERO rappresentate di classe, che è in contatto con le maestre, per decidere quando e come fare le video-lezioni ed una volta stabilito il tutto, fare un vademecum a tutta la classe con gli orari, le password, le parole d’ordine, i gruppi, gli ambarabaccicoccò…fino a quando queste benedette video-lezioni iniziano veramente, che dici: “Mo’ me ne sto un’oretta a fare le faccende mie!”A-ah, ti piacerebbe!?!“Mamma non vedo nulla!” – e cade una matita – “Mamma non si accende il microfono!” – l’altro ha dimenticato la gomma nell’altra stanza – “Ma adesso devo scrivere?” – cade la gomma – “Cosa devo scrivere?” – uno si alza per andare a bere – “La maestra sta sgridando di spegnere il microfono, ma non ci riesco!” – i due si stuzzicano – “Aiuto non ho capito cosa devo fare?!” – LEZIONE FINITA, andate in pace!

Insomma, non so se si è capito: mezza giornata se ne va così! Poi inizio ad impastare e non ho ancora smesso (per fortuna ho trovato il lievito sin dall’inizio) perchè queste tre fauci mangerebbero ad ogni ora. Nel frattempo la piccola deve fare il riposino pomeridiano, che ha passato tutta la mattina sotto al tavolo a raccogliere pezzetti di carta e smangiucchiarseli, oppure a cercare di arrampicarsi su qualche mobile perchè ha visto un oggetto colorato che sa benissimo che non deve prendere. I grandi chiedono di poter giocare insieme, vuoi dirgli di no?! Alla fine della fiera è così, arrivi alla sette di sera che è ora di infornare e mandi tutti ad impigiamarsi. Dopo cena, diamo una radanata alla casa, ehm-no…appartamento, eh-ehm-no…qui una volta c’era un pavimento! e niente, rimane il tempo di mezz’ora di cartoni tutti insieme. Per poi mandarli a letto alle 21:00… sia mai che domani ricominci la scuola!

E da questo loop, non ne sono ancora uscita! Ma vorrei farlo, perciò userò questo spazio per darmi dei ritmi, per ricordarmi che ho delle cose da fare e che le devo incastrare da qualche parte in mezzo alla giornata. Così dopo la poppata delle 5:00 posso tornare a dormire tranquilla.

Buonanotte…

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